Approfondimenti · Gestione del Rischio
Il maximum drawdown non basta
Pubblicato: · dal team QuantGovernor
Il maximum drawdown — la peggiore discesa da un massimo a un minimo nella storia di un conto — è il numero di rischio più citato nel trading, e da solo non basta per giudicare il rischio di una strategia. È una fotografia di un solo esito realizzato. Il rischio vero vive in più dimensioni contemporaneamente: come viene misurato il drawdown, quanta esposizione era aperta mentre la curva sembrava tranquilla, come le posizioni si relazionano tra loro, e quale meccanismo — se esiste — mette un tetto al danno. Questo articolo le attraversa una per una.
Quale drawdown stai guardando?
La prima domanda non viene quasi mai fatta: drawdown di cosa? Il drawdown sul balance conta solo le operazioni chiuse — è ciò che il conto ha ammesso. Il drawdown sull'equity include profitti e perdite flottanti delle posizioni aperte — è ciò che il conto ha davvero vissuto. Per una strategia che chiude ogni operazione con uno stop, i due valori sono vicini. Per una strategia che tiene aperte le posizioni in perdita — griglie, martingale, il trading del "poi risale" — il drawdown sul balance può sembrare sereno mentre quello sull'equity racconta un horror. Se un fornitore cita un numero, chiedi quale dei due sia. Come vederlo su un track record pubblico l'abbiamo scritto in Come leggere una pagina Myfxbook.
Realizzato vs non realizzato: la perdita che non ha ancora confessato
Una perdita non inizia a esistere quando la posizione viene chiusa — esiste dal momento in cui il mercato si muove contro una posizione aperta. Tenere aperta un'operazione in perdita trasforma una perdita realizzata visibile in una non realizzata invisibile, al prezzo di un'esposizione crescente. Per questo il P&L flottante non è un dettaglio contabile: è il posto dove il rischio si nasconde. Quando dichiariamo che una componente di un sistema usa mediazioni, come per una parte di Copy Gold, la conseguenza onesta è esattamente questa: la sua linea di equity merita più attenzione della linea di balance, e lo scriviamo nella pagina.
Esposizione e concentrazione: il rischio prima della perdita
Il drawdown misura il danno dopo che è successo. L'esposizione massima — quanto capitale era impegnato in posizioni aperte, con quanta leva, nel momento peggiore — misura il danno che sarebbe potuto succedere. Due conti con lo stesso drawdown storico del 10% non sono ugualmente rischiosi se uno ci è arrivato con una singola posizione e uno stop stretto, e l'altro con dieci posizioni mediate sullo stesso strumento a leva 1:100. Conta anche la concentrazione: cinque posizioni su cinque mercati davvero diversi non sono lo stesso animale di cinque posizioni che, nella sostanza, sono la stessa scommessa.
Correlazione: il moltiplicatore che nessuno prezza
Le posizioni che perdono insieme, affondano insieme. La correlazione tra strumenti — e tra strategie — decide se i rischi di un portafoglio si sommano o si compensano. La trappola è che la correlazione non è costante: nei mercati tranquilli le strategie possono sembrare piacevolmente indipendenti; negli eventi di stress le correlazioni tendono a salire proprio quando le vorresti basse. Per questo un portafoglio multi-strategia è diversificato quanto il suo comportamento nelle settimane cattive, non quanto la sua media — un tema abbastanza grande da meritare un articolo dedicato al rischio di correlazione.
La leva: l'amplificatore
La leva non crea rischio dal nulla — moltiplica il profilo di rischio che già esiste. Una strategia prudente a leva alta e una aggressiva a leva bassa possono produrre lo stesso drawdown con modalità di rottura completamente diverse: quella a leva è esposta a gap e margin call, dove le perdite possono superare qualsiasi statistica storica. Ogni discorso sul rischio che ignora la leva effettivamente usata è incompleto.
La logica di stop: cosa mette davvero un tetto al danno
Infine, la domanda che separa la gestione del rischio dalla sua descrizione: cosa ferma meccanicamente la perdita? Le risposte oneste sono tre: uno stop loss su ogni operazione, un equity stop a livello di portafoglio, oppure soltanto la speranza. I nostri sistemi usano le prime due — XAUUSD Adaptive Breakout definisce stop e target su ogni singola operazione, e Olympus aggiunge un equity stop dichiarato del −30% sull'intero portafoglio. Con una cautela che ripetiamo ovunque: i limiti dichiarati sono obiettivi di gestione del rischio, non garanzie — in condizioni estreme (gap, slippage, illiquidità) possono essere superati. Chi ti dice il contrario ti sta vendendo una certezza che non esiste.
Le cinque domande che completano il quadro
- Il drawdown citato è misurato sul balance o sull'equity?
- Qual è stata l'esposizione massima aperta, e a che leva?
- Quanto è concentrato il libro — quante scommesse davvero indipendenti?
- Come si comportano le componenti nello stress, non in media?
- Quale meccanismo, esattamente, limita la perdita — e quali sono i suoi limiti?
Falle a qualsiasi strategia, comprese le nostre. Chi risponde a tutte e cinque senza battere ciglio ti sta parlando di rischio; chi cita un solo numero lusinghiero ti sta parlando di marketing.
Termini usati in questo articolo, spiegati nel glossario: drawdown · equity stop · slippage · mediazione (averaging) · martingala · griglia (grid).
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